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La “dinastia” Lombardi prende il via con la metà dell’800 e in forma itinerante, tanto da poter considerare il capostipite, Enrico Lombardi, un autentico ambasciatore della pizza napoletana nel mondo.
E’ il tempo in cui le navi salpano da Napoli cariche di emigranti meridionali verso il miraggio della ricca America. Con essi si imbarca Enrico Lombardi portando con sé un bagaglio inusuale: un forno smontabile, chiamato ‘o fucone, per friggere i calzoni.
Poi, col tempo, il pizzaiuolo viaggiante passa dalla padella con l’olio bollente al forno e con esso, alla pizza napoletana.

In seguito la pizza napoletana ha continuato ad essere ospitata in mare. Ancora oggi, infatti, alcuni grandi transatlantici, ai turisti in crociera, offrono alla mezzanotte, con motivazioni festose e tutt’altro che nostalgiche, la pizza napoletana.

Enrico Lombardi, intanto, si mise a fare pizza in terraferma approdando ovviamente a Napoli, prima alla Pietrasanta poi a Porta Capuana e infine a Spaccanapoli, accanto al Campanile di S. Chiara, dove il figlio Luigi, ampliando e migliorando, diede alla sua pizza quel sapore particolare che fece della pizzeria Lombardi il centro di ritrovo di generazioni di studenti e intellettuali.

Oggi, dopo i lavori di restauro della facciata della Basilica, a seguito dei danni dell’ultima
guerra, il locale che ospita la pizzeria è scomparso per dar luce al cortile e alla facciata
gotica della Chiesa; la nuova generazione Lombardi, Alfonso e Luigi, si è quindi
dovuta trasferire, spostandosi solo di qualche metro, in via Benedetto Croce,
proprio di fronte a quel Palazzo Filomarino che ospitò il grande filosofo,
quasi a volerlo immaginare ancora seduto ad un tavolo a gustare
la pizza napoletana di papa' Luigi.
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CREDITS: MARGHERITA ABBATIELLO & STARTUP